Goodbye Europe: Amsterdam

ENGLISH

Amsterdam presented itself lightened up with sunlight. The high and tall buildings reflects in the canals, blue as the clear sky, where flat boats slowly navigate.
The city is alive and it moves continuously – it is Monday morning, indeed; the yellow trains and the blue trams smoothly carry people to work, while loads of locals and tourists struggle their way against the wind, walking or riding bicycles.

Amsterdam, the sin city, the city where everything can happen: we finally meet.

We are based in the very center, next to Dam Square, and it appears exaggeratedly full of souvenir shops, where to buy grinders, super-cool weed-themed t-shirts or some of the many street foods offered. Besides that, the architecture of this city is rather peculiar: tiny cobblestones streets slide between long series of typical buildings, some painted and some with brick in show, much more taller than wider. The top floor is curiously bell shaped.

The tiny roads that form the center are inexorably busy with coffee shops, some widely known and some more dodgy. They are one of the reasons why Amsterdam is on the top list of destinations for young travelers though. To be fair, buying joints and enjoying a coffee at the same time or having a spliff while sipping a beer in a pub is an experience that is worthy to be tried. This, however, might lead you to a stage when you find yourself wondering around blazed, seeking street food desperately. Luckily enough, Dutches know how to make bloody good cheesy-chips!

Amsterdam is famous for its unconventional night out and therefore, after sunset, we direct our way to the red light district. Having already visited few places in the world known for their promiscuity, I was not expecting to be surprised at all. Said that, I could not have imagined all those women literally selling themselves in red windows, or how explicit the sex shows are. I can’t not admire the pragmatism of a country that prefer to control common vices as sex and weed, rather than leave them to the black market.
In the meantime, our night out in Amsterdam quickly fades away, throughout different bars, Coffeshops and various accidents.

Keeping in mind that Amsterdam is also a cultural city, the morning after we visited the museums areas and the beautiful building of the Rejkmuseum and we spent a couple of hours warming up in a cute Dutch restaurant. Unsurprisingly, we discover that Hollandaise cousine is based on mashed potatoes and sausages, but they can do great things with them!

ITALIAN

Amsterdam ci si presenta illuminata dalla luce del sole. Gli edifici, alti e stretti, si riflettono nei canali, blu come il cielo limpido, in cui le barche navigano lentamente.
La città è in continuo movimento, come ogni Lunedì mattina, e i treni gialli e i tram blu trasportano silenziosamente i lavoratori, mentre la folla di residenti e turisti si fà strada contro il forte vento, chi a piedi, chi in bicicletta.

Amsterdam, città dei peccati, città dove tutto può succedere: finalmente ci incontriamo.

Siamo nella zona centrale, vicino a Piazza Dam, e le strade sembrano esageratamente piene di nogozi di souvenir, dove comprare grinders o magliette con il simbolo della marijuana, e stand di street food. Nonostante ciò, l’architettura di questa città è molto particolare: piccole viuzze a ciottolato si fanno strada attraverso lunghe file di case tipiche, alune colorate altre con mattoni a vista, molto più alte che larghe. Stranamente, il sottotetto ha una curiosa forma a campana.

Le vie del centro sono inesorabilmente piene di coffee shops, alcuni celebri e altri più oscuri, spiegando un altro dei motivi che spingono molti giovani turisti a visitare questa città. In verità, compare una canna e sorseggiare un caffè, o fare qualche tiro mentre si beve una birra in un bar è una sensazione che vale la pena provare. Da considerare, però, che ci si potrebbe poi ritrovare a vagare per le strade della città abbastanza annebiati, alla ricerca disperata di qualcosa con cui abbuffarsi. Fortunatamente gli olandesi fanno delle fantastiche patatine fritte!

Amsterdam è famosa per le sue serate non convenzionali, perciò, tramontato il sole, ci dirigiamo verso il quartiere a luci rosse. Avendo già visitato qualche località nel mondo famosa per la sua promiscuità, non mi aspettavo di rimanere più che colpita nel vedere la quantità di donne che, letteralmente, si vende nelle vetrine rosse, o quanto espliciti sono i sex shows. Non posso che ammirare la pragmaticità di un paese che preferisce controllare vizi inesorabili come sesso e marijuana, invece che lasciarli nelle mani inesperte del mercato nero.
Nel frattempo, la nostra nottata ad Amsterdam svanisce lentamente, attraverso vari bar, coffeeshop e vari incidenti.

Ricordandoci che Amsterdam è anche una città culturale, la mattina dopo visitiamo la zona dei musei, rimanendo affascinati dalla bellezza del Rejkmuseum, salvo poi ripararci al caldo di un piccolo ristorante olandese. Senza grandi sorprese, scopriamo che la cucina olandese si basa fondamentalmente su purè di patate e salsicce, ma le combinazioni che riescono a fare sono ottime!