Un giorno a Cape Hillsborough, ovvero #quellavoltache sentii il Walla Molly

La giornata a Cape Hillsborough inizia verso le 5 della mattina, quando i canguri vanno in spiaggia per rinfrescarsi.
La marea è già alta e gli aborigeni possono creare la loro rete da pesca naturale, una specie di barricata di sassi volta a rinchiudere una piccola baia, e aspettare che la marea scenda per poter catturare ciò che l’oceano non ha riportato al largo. Il vento è troppo forte per poter uscire in barca a pescare.
Mentre aspettano il calare della sera, si addentrano nel bush alla ricerca di bacche e erbe, per cucinare un pranzo prelibato.

“La vita è semplice in paradiso”, si dice. E Cape Hillsborough è un paradiso.

Circondata da folta vegetazione tropicale e modellata dal vento, la lunga spiaggia è un tripudio di sfumature di beige, marrone, arancio e ocra, che contrastano l’acqua cristallina, dalle quale si stagliano rocce dalle forme più strane, erose dal tempo e dall’aria. Le onde si infrangono su di esse, creando un movimento continuo.
La spiaggia sembra deserta, ma in realtà centinaia di migliaia di minuscoli granchi oceanici corrono come truppe e si nasconono nella sabbia al passare del piede umano.
Nel bush, invece, si riposano gli opossum, neri o marroni, che si rifugiano nell’incave degli alberi per riposarsi, deliziati dalla compagnia delle brillanti farfalle multicolori.
Sempre attivi, invece, sono i canguri, che saltano all’ombra della foresta aspettando l’ora che il sole tramonti per potersi abbeverare in spiaggia e magari lì addormentarsi.
I koala, invece, continuano a dormire.

Walla Molly, mi disse un signore aborigeno. Apri il cuore, senti la forza dell’amore e dell’energia che si collega con quella della natura, ascolta il tuo vero richiamo, connettiti con Madre Natura. E aveva ragione. Lì, a Cape Hillsborough, ho sentito per la prima volta il richiamo della Natura, mi sono sentita tutt’uno con essa, come se un mio passo fosse strettamente collegato con il movimento di un granchio o il salto di canguro.
Questo, per me, è il Walla Molly, l’Amore.

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