crocodile show ?!

L’idea che chiunque potrebbe farsi sentendo la parola “Crocodile Farm” è quella di un’enorme tenuta dove vivono i coccodrilli accuditi, curati e studiati dai primi giorni di vita sino agli ultimi respiri.
Ma, evidentemente, io e i thailandesi non la pensiamo allo stesso modo.

L’entrata è, come ogni cosa in Thailandia, maestosa: tetto a pagoda con scritte intarsiate in oro in varie lingue, tra le quali si intravede un “The largest Crocodile Farm in the world”.
Appena entrate, veniamo colpite da manifesti che invitano i visitatori, di maggioranza autoctona, a fare foto con una tigre e una scimmia. Incuriosite, ci avviciniamo e scopriamo che per scimmia si intende un piccolo di Orango, legato con una catena di ferro lunga 50 cm e costretto ad indossare dei pantaloncini di jeans, mentre per tigre solo l’ombra di essa: il più feroce degli animali, infatti, è dist per terra e non reagisce ad alcuno stimolo.

E’ ancora presto per giudicare e decidiamo di continuare la visita, giungendo alla “Bird Zone”. Completamente senza senso e contro ogni logica occidentale, questa è piena di magnifici e rarissimi uccelli tropicali, ognuno dei quali legato al suo ramo con una catena lunga 20 cm al massimo. La cosa più scandalosa è che si può entrare nello spazio dedicato ai volatili e dar loro da mangiare noccioline ed arachidi che, addestratissimi ad estrarre da scatoline di plastica, ingurgitano sollecitati da orde di turisti, totalmente inconsci del senso della misura.
E così, il bel tucano bianco è così grasso che quasi non riesce a librarsi in volo, mentre il povero uccelletto nero discriminato è costretto a smangiucchiare ciò che resta fagli altri: le scatolette di plastica.

Sempre più sconcertate, ci dirigiamo verso il famoso Crocodile Show, passando accanto a gabbie per orsi che sarebbero piccole per un cane, ippopotami che sguazzano in acque più sporche del fiume di Bangkok e rare specie di coccodrillo con le code mozzate.
Prima dell’arena per lo show dei coccodrilli troviamo un piccolissimo stagno in cui i turisti possono divertirsi a dar da mangiare ai coccodrilli (sregolatamente, strano). Il vero problema è che vi erano più coccodrilli che litri d’acqua.

Alle 14.00 inizia il Crocodile Show e noi siamo sedute ai lati dell’arena gremita di thailandesi esaltati. All’interno di essa è già presente un discreto numero di coccodrilli e non tarderanno ad arrivare i due performanti, due thai vestiti di rosso.
Lo show inizia con la dimostrazione della potenza delle zanne dell’animale: uno dei due wrestler trascina un coccodrillo per la coda al centro dell’arena e comincia a stuzzicarlo con un bastone finchè questo non apre le fauci, poi lo bastona ai lati fino a che questo, infastidito, non fa schioccare i denti.

La gente applaude entusiasta ed inizia a lanciare soldi.
Ogni volta che i wrestler ricevono 20baht ( 50 centi) devono fare il Hand-Wrestling, che consiste in qualche bastonata in più all’animale per fargli aprire la bocca, infilare la mano e tirarla fuori illesa prima che questo chiuda le fauci.
Ogni volta, invece, ricevono 100 baht ( 2,50 euro ), bisogna fare il head-Wrestling. Per questo serve un altro coccodrillo, molto più grosso ma con parte della mascella visibilmente tagliata e pochissime zanne.

Sotto shock usciamo, facciamo un altro giro per lo zoo e ci rifiutiamo di vedere l’Elephant Show – notiamo solo che uno degli elefanti aveva un taglio enorme al costato.

La chicca? All’uscita troviamo negozi di borse e cinture in pelle di coccodrillo.

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