let’s go to The Mall!

Primo giorno, primo difetto: i centri commerciali.

Il giovane thailandese quando ha un giorno libero prende la SkyLine o la macchina, si mette alla guida nel caotico traffico di Bangkok, arriva al parcheggio dell’immenso centro commerciale e, se e’ fortunato, parcheggia la macchina dentro le normalissime linee bianche, altrimenti lascia il veicolo “in folle” posteggiato davanti ad altri due, cosicche’ chi non riuscisse ad uscire potrebbe spingere la macchina un metro piu’ in la’. 
Finito il rituale del parcheggio, si appropinqua all’interno, non vedendo l’ora di far subire al proprio corpo un’escursione termica di circa 10-15 gradi. 

Dentro, circondati da migliaia di luci neon, si trovano migliaia di negozi, il 90% di firme occidentali, divisi per piani.
La cosa curiosa e’ che, come nel mondo arabo, non esiste il concetto di concorrenza: in ogni piano si possono trovare molti negozi dello stesso genere l’uno accanto all’altro, intarvallati, qualche volta, da chioschetti refrigeranti.

Il Mall, pero’, non e’ solo shopping, ma anche cinema, Free WiFi, Ice-Skating, passeggiata con le amiche, public relations e, soprattutto, mangiare. Sushi, ristoranti thai eleganti, chioschetti coreani, street food, cibo originale fast food thai, qualche catena occidentale di fast food e qualche McDonald’s deserto.
In questi centri commerciali si puo’ mangiare per pochi Baht ad ogni ora del giorno e della notte.
E, infatti, i thai mangiano per pochi Baht ad ogni ora del giorno e della notte.

I centri commerciali rappresentano in ogni loro forma tutto cio’ che io rifuggo dall’Occidente e allo stesso tempo tutto cio’ che l’Oriente ci invidia. La popolazione asiatica e’ affascinata dalla bella vita all’occidentale e sembra non vedere quanti problemi, in realta’, ci siano da noi.

Non riescono a vivere senza aria condizionata e alla domanda “Un secolo fa come facevate?” non sanno come rispondere.
I teenager o vanno al Mall o stanno a casa.
Gli smartphone sono utilizzatissimi sempre, senza lo scoglio dell’eta’.
I parchi sono deserti e a tutti sembra inconcepibile passare del tempo nella natura.
Non si mangia nei mercati, troppo sporco, ma nei ristoranti degli ospedali.

Vi lascio con questa citazione di “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani, scritta dalla sua Turtle House nel centro di Bangkok. 

Mai come nel nostro tempo l’uomo si e’ cosi’ allontanato dalla natura, e questo e’ forse il piu’ grande dei nostri errori. L’Occidente se ne e’ giusto reso conto e corre ai ripari; l’Asia, che ora pensa solo a diventare come l’Occidente, sta facendo terra bruciata intorno alla sua gente. Ogni anno di piu’ milioni e milioni di persone lasciano le loro abitazioni di legno, a pianoterra con qualche giardino, per trasferirsi in miseri monolocali nei blocchi di cementi delle case popolari. Ogni anno migliaia e migliaia di chilometri quadrati di foresta vengono tagliati per la miope ingordigia di un immediato guadagno.

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